Un migrante eritreo di 28 anni è stato ucciso dalla polizia di frontiera egiziana, da due pallottole nel petto, mentre tentava di entrare in territorio israeliano. È almeno il 21º migrante ucciso in questo modo dall’inizio dell’anno, il secondo questo mese. Dopo anni di politica tollerante, dal 2007 il governo egiziano sembra aver autorizzato un utilizzo più frequente della forza lungo la frontiera. Una ‘politica’ che, si sottolinea da più parti, è stata conseguenza delle pressioni esercitate sul Cairo da Israele e che segue la tendenza da parte dei paesi più ricchi del Mediterraneo (Italia inclusa) di delegare a quelli più poveri e di passaggio il ‘compito’ di bloccare i flussi migratori provenienti dall’Africa sub-sahariana. Molti migranti provengono dalle zone orientali del continente (Somalia, Sudan, Etiopia, Eritrea). Sia l’Onu che le organizzazioni dei diritti umani hanno più volte sottolineato che proprio per la loro provenienza, molti dei migranti che passano per il Sinai sono potenziali richiedenti asilo.[CC]
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