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HAITI
30/7/2010   9.45
SOSTEGNO AI TERREMOTATI, “È ORA DI RIPRENDERSI”
Chiesa e Missione, Standard

“Abbiamo la sensazione che la politica, con la preparazione delle elezioni, abbia preso il sopravvento sulle priorità sociali, sulle necessità di base di oltre un milione di sfollati costretti a vivere in tende, sotto una pioggia ormai quasi quotidiana, in condizioni diventate insopportabili a molti. Credo che i politici abbiano ben presente la situazione, solo che non è più la loro priorità assoluta. Devono riprendersi!”: a riferire alla MISNA ennesime perplessità sulla confusa gestione del dopo-terremoto è padre Hans Alexandre, segretario della Conferenza episcopale di Haiti e responsabile della parrocchia del Sacré Coeur, una delle principali chiese della capitale Port-au-Prince, interamente distrutta nel sisma del 12 Gennaio scorso. “La nostra chiesa non c’è più. Nulla è stato ricostruito, messe e incontri di preghiera si fanno sotto teli di plastica” racconta il sacerdote haitiano, che dopo aver dormito per un mese in una macchina, dallo scorso Marzo ha un letto in un ufficio presso un campo sfollati di una quarantina di famiglie. Gli altri padri del Sacré Coeur alloggiano sparsi, a decine di chilometri dalla Chiesa e dai loro fedeli. “Quello della sistemazione del clero, della ricostruzione degli edifici di culto – ne abbiamo perso una quarantina nel terremoto, compresa la cattedrale di Port-au-Prince – è un aspetto importante da affrontare, per il bene della gente, che ha bisogno di un accompagnamento e di un sostegno, anche psicologico”. Se la Chiesa haitiana non ha ancora potuto cominciare la ricostruzione delle sue strutture, secondo padre Alexandre, è soprattutto perché “attende un segnale dal parte del governo: sappiamo che alcune zone saranno dichiarate di utilità pubblica, ma non sappiamo quali, né dove. Non abbiamo ricevuto indicazioni. E aspettiamo” continua il religioso. Sin dal terremoto, la Chiesa cattolica universale ha dimostrato una grande solidarietà, dice ancora padre Alexandre: “almeno una delegazione cattolica al mese. Fra le ultime, a Luglio, quella della Conferenza episcopale italiana (CEI) e quella del Pontificio consiglio Cor Unum. Dal Santo Padre arriverà una donazione, per la ricostruzione di una scuola, e dalla Fondazione Populorum progressio sono stati approvati progetti molto concreti, per l’accesso all’acqua potabile, la sanità e l’istruzione”. Testimonianze di solidarietà, quindi, che si alternano con le lentezze e la disorganizzazione, determinata sia dalle difficoltà oggettive che da interessi. “In questo periodo ‘estivo’ per voi in Europa – conclude padre Alexandre - c’è un gruppo di giovani italiani che ha scelto di dedicare un po’ del suo tempo di vacanze venendo qui, a Port-au-Prince, per giocare con i bambini e fare volontariato. Una goccia d’acqua in un mare di bisogni, ma un bel gesto di solidarietà”.[CC]


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