Immigrazione, questione Rom, assenza di un ufficio nazionale per la tutela dei Diritti Umani e libertà di stampa: sono queste le principali “lacune” e “difetti” individuati in Italia da Navanethem (Navy) Pillay,Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, giurista sudafricana originaria dello Sri Lanka, al termine di una visita ufficiale di due giorni. “Le principali fonti di preoccupazione riguardanti gli immigrati, che ho trasmesso ai ministri che ho incontrato nel corso di questa visita, sono: la politica di respingimento in mare; molte delle disposizioni del 'pacchetto sicurezza', in particolare la criminalizzazione dell’immigrazione che rende l’ingresso e la permanenza in clandestinità un reato, e che rende lo status irregolare di un migrante una circostanza aggravante per reati comuni;di conseguenza, donne, bambini e uomini - che, in base al diritto internazionale, non hanno commesso alcun tipo di reato – talvolta trascorrono più tempo in detenzione rispetto a veri e propri criminali che sono stati condannati” ha sottolineato la Pillay durante la conferenza stampa finale. L’Alto commissario Onu, che ha visitato in mattinata due campi Rom alla periferia di Roma e il centro di identificazione ed espulsione (Cie) a Ponte Galeria, ha poi “espresso grande preoccupazione per la politica attuata dalle autorità nel trattare questioni relative a immigrati e Rom principalmente come un problema di sicurezza piuttosto che una questione di integrazione sociale”. Per i Rom, la Pillay ha sottolineato l’importanza di garantire loro “diritti umani fondamentali, quali l’accesso all’assistenza sanitaria e all’educazione, specialmente per coloro che vivono in insediamenti non autorizzati” esprimendo preoccupazione per il ricorso, definito “eccessivo”, a misure “repressive” quali la sorveglianza da parte delle forze dell’ordine e gli sgomberi forzati. Il massimo rappresentante Onu per i diritti umani ha poi criticato apertamente i mass-media italiani e i politici per l’uso di linguaggio scorretto quando si affrontano tematiche relative a immigrazione o minoranze: “Ho anche manifestato allarme per il ritratto - spesso assai negativo - che degli immigrati e dei Rom è fornito da alcuni rappresentanti dei media, politici e altre autorità. Sono rimasta particolarmente colpita nel venire a conoscenza di un sondaggio relativo a 5684 servizi televisivi riguardanti l’immigrazione. Solo 26 di questi non mettevano l’immigrazione in relazione con un evento criminale specifico o con problematiche di sicurezza. Si tratta di un dato statistico alquanto sbalorditivo”. Aggiungendo infine: “credo fermamente nella libertà di parola, ma l’uso di stereotipi deliberatamente negativi e la denigrazione di qualsiasi comunità sono inaccettabili e pericolosi. Esorto politici, media e funzionari pubblici italiani non solo ad evitare per primi questo tipo di retorica, ma anche ad impegnarsi pubblicamente nello scoraggiare tali comportamenti. Distogliere lo sguardo non è una soluzione – semplicemente aggrava il problema”. [MZ]
|