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NIGERIA
11/3/2010   19.52
JOS (3): RICONCILIAZIONE E GIUSTIZIA IN UN MESSAGGIO CONSIGLIO DELLE CHIESE
Dialogo e Pace, Brief

“Con le iniziative da voi promosse, siete veri e propri ambasciatori di pace e riconciliazione nella regione in preda ai conflitti. Attraverso la vostra fede e testimonianza date prova del vero amore nei confronti dell’Altro, qualunque sia la sua appartenenza religiosa o etnica”: lo scrive il segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc), il pastore Olav Fykse Tveit, in una lettera inviata a tutti capi religiosi della Nigeria. Le violenze avvenute nel fine-settimana alla periferia di Jos, capitale dello stato di Plateau, hanno suscitato “tristezza e orrore” prosegue il Wcc, si tratta di “atti barbarici che condanniamo e che purtroppo colpiscono regolarmente persone innocenti”. Al capo di Stato ad interim Jonathan Goodluck, il pastore Olav Fykse Tveit ha invece chiesto “misure immediate adeguate per garantire ai cittadini maggiore sicurezza e protezione” ma anche che “gli autori dei massacri vengano giudicati”. Il segretario generale fa poi notare che le esplosioni di violenza “vengono alimentate da gravi disparità economiche, sottosviluppo, rivalità etniche e lotte per il controllo del potere politico locale”, invitando a scartare la chiave di lettura ‘religiosa’ tanto cara al sensazionalismo mediatico. Nella missiva a Goodluck vengono anche evidenziati i limiti della Costituzione vigente in Nigeria che classifica i cittadini in “autoctoni” e “nuovi arrivati”, alimentando “ancor di più i conflitti” e facendo perdere “ai nigeriani il loro senso di appartenenza alla stessa nazione e il loro spirito di armonia comunitaria”. Infine, il pastore Olav Fykse Tveit deplora il fatto che “la religione venga strumentalizzata a fini di lotte politiche ed economiche”, mettendo “seriemente in pericolo pace e quieto vivere” di tutto il paese. [VV]


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