Il presidente eletto Sebastián Piñera, che si insedierà Giovedì, ha annunciato che manterrà l’esercito nelle zone danneggiate dal sisma del 27 Febbraio, estendendo lo stato di calamità “a tutte le aree colpite”. Piñera, che succederà a Michelle Bachelet mettendo fine a un ventennio di governo della ‘Concertación’ social-democratica, si è detto convinto dell’utilità dei militari “un’istituzione che ha strumenti molto utili in situazioni di catastrofe”, nonostante la cautela adottata dal governo uscente. Per il ministro uscente delle Opere pubbliche, Sergio Bitar, la decisione di inviare 14.000 soldati nelle aree terremotate delle regioni centro-meridionali di Maule e Bio-Bio, dove nei primi giorni dopo il sisma si sono verificati saccheggi, “non è stata facile” per la ‘Concertación’, arrivata al potere dopo la caduta del regime di Augusto Pinochet. Bitar non ha esitato a dichiarare che i militari in strada hanno riportato alla memoria il periodo della dittatura, ma per Piñera si tratta “di un assurdo pregiudizio che va eliminato dalle nostre menti”. Il bilancio delle vittime che la scorsa settimana aveva raggiunto gli 802 morti, è stato rivisto dall’esecutivo in base a nuovi parametri che prevedono nel conteggio ufficiale solo quelli identificati: al momento sono 497, senza tenere conto dei dispersi. I danni a infrastrutture e trasporti sono finora stimati in un miliardo e 200.000 milioni di dollari – inclusi almeno 20 ponti da riparare e altrettanti da ricostruire – mentre nel campo della sanità serviranno tre miliardi e 600 milioni di dollari per la ricostruzione degli ospedali crollati o danneggiati. Il Cile tenta nel frattempo di accelerare il ritorno alla normalità come dimostra l’avvio ieri dell’anno scolastico, previsto inizialmente il 3 Marzo, con un milione e 800.000 studenti, circa l’80% del totale, a Santiago e nelle aree risparmiate dal sisma. In quelle più colpite, come la città di Concepción, 500 chilometri a sud della capitale, e nella vicina regione del Maule, le lezioni riprenderanno tra il 15 Marzo e il 3 Aprile, secondo le previsioni. A causa del sisma di 8,8 gradi della scala Richter, tra l’altro, Concepción, seconda città del Cile, è stata spostata di tre metri verso ovest, secondo dati raccolti da scienziati cileni e americani e diffusi dall’Università statale dell’Ohio. Stessa sorte, in misura minore, è toccata a Santiago, spostata di 27,7 centimetri dal terremoto, il quinto per potenza registrato nel mondo e avvertito fino alle isole Malvinas, e finanche la capitale argentina Buenos Aires risulta spostata di quattro centimetri a ovest.[FB]
|