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SUDAN
8/2/2010   12.19
ACCUSE AL PRESIDENTE: “INACCETTABILI” PER LEGA ARABA
Economia e Politica, Standard

“Inaccettabile”: così la Lega Araba ha definito la recente decisione dei magistrati d’Appello della Corte penale internazionale (Cpi) che riapre la possibilità di un’incriminazione del presidente sudanese, Omar Hassan el Beshir, per “genocidio”. In una nota diffusa nel fine-settimana dal Cairo, i 22 paesi della Lega Araba ribadiscono che l’azione della Cpi “ostacola gli sforzi arabi e africani per promuovere il processo di pace in Sudan”. Secondo alcune fonti, inoltre, l’organismo panarabo avrebbe convocato una riunione straordinaria interamente dedicata al Darfur che si terrà il 14 Febbraio proprio a el-Fasher, capitale del Nord Darfur, uno dei tre stati che compongono l’omonima regione occidentale sudanese teatro dal Febbraio 2003 di un conflitto interno che ha provocato una grave crisi umanitaria. La secca critica della Lega Araba si unisce a quella dell’Unione Africana, che Venerdì aveva definito dannosa per la pace l’ultima decisione della Cpi sulla vicenda Beshir. Solo il giorno prima che i magistrati della Corte penale internazionale si esprimessero sulla possibilità di valutare nuovamente un’incriminazione per genocidio del presidente Beshir, Unione Africana e Lega Araba avevano proposto un emendamento allo Statuto di Roma, atto costitutivo della Cpi, chiedendo un ruolo dell’Assemblea generale dell’Onu (e non solo del più ristretto Consiglio di sicurezza) nelle questioni della Corte. Unione Africana, Lega Araba e Movimento dei paesi dei non allineati hanno da sempre giudicato inopportuno il procedimento giudiziario avviato dalla Cpi contro il presidente sudanese in carica proprio in un momento così delicato della storia sudanese come quello attuale (colloqui di pace in corso per il Darfur, elezioni presidenziali ad Aprile e referendum sull'autonomia del Sud il prossimo anno), convinti che il processo risponda più a logiche politico-economiche di alcune potenze internazionali che a una vera volontà di giustizia e che le accuse della Cpi rischino di far saltare la delicata situazione sudanese.[MZ]


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