Si è aperta con un video che mostra l’impatto dei cambiamenti climatici e l’appello di bambini in tutte le lingue del mondo a “salvare il pianeta” la XV conferenza mondiale dell’ambiente che si chiuderà il 18 Dicembre a Copenhagen. All’incontro, il cui obiettivo tutt’altro che scontato è un’intesa globale per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO2), sono presenti 192 delegazioni, 45 capi di stato, 15.000 partecipanti accreditati, 5000 giornalisti. “La folta presenza di politici riflette una mobilitazione e una determinazione senza precedenti” ha detto aprendo i lavori il primo ministro danese Lars Lokke Rasmussen. “In ballo a Copenaghen ci sono le speranze dell’umanità” ha sottolineato il Segretario generale della Convenzione sui cambiamenti climatici Yvo de Boer, secondo cui “restano solo sei giorni per definire l’accordo prima che arrivino i ministri e poi appena una manciata di ore prima dell’arrivo dei capi di stato. È ora di essere uniti, di trasformare gli accordi in azioni reali e pensare ai milioni di bambini nel mondo”. I primi gesti “di buon auspicio” per il vertice, sono arrivati, ancora una volta dalle economie emergenti e dai paesi del Sud del mondo come Somalia e Iraq che hanno annunciato la loro adesione alla Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cnucc), portando il numero dei firmatari a 194. Spiragli positivi sono giunti anche da India, Cina e Brasile che avrebbero raggiunto un’intesa su un testo comune mentre il Sudafrica ha annunciato la disponibilità a rallentare le emissioni di gas serra, nel quadro di un accordo internazionale e di aiuti finanziari e tecnologici da parte dei paesi più sviluppati. Il calendario degli appuntamenti in quella che è stata ribattezzata “la capitale dell’ecologia” per le prossime due settimane è fitto di eventi, tavole rotonde e convegni: da segnalare l’incontro svoltosi oggi su “Le conseguenze dell’uguaglianza di genere per i cambiamenti climatici” e quello in programma domani delle organizzazioni dei popoli indigeni (Ipo). Riunioni ‘ristrette’ si svolgeranno nei prossimi giorni anche tra pesi della Lega Araba, G77, Alba e Opec, sempre nel tentativo di individuare strategie che favoriscano la diminuzione delle emissioni nocive. Numerose le iniziative ‘a margine’ dell’incontro come la campagna ‘Tck tck tck’, sostenuta da oltre 10 milioni persone, che ha consegnato agli organizzatori del vertice mattoni da costruzione a simboleggiare “i pezzi mancanti” per un accordo globale. “Il riscaldamento globale non fa discriminazioni – ha ammonito il presidente delle Maldive, Mohammed Nasheed, tra i fondatori della campagna - se oggi il mondo non salverà le isole dell’Oceano Indiano o del Pacifico, che rischiano l’inabissamento, forse domani non riuscirà a salvare Londra, New York o Hong Kong”. Sono attesi a Copenaghen nei prossimi giorni anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, quello brasiliano Luiz Iniacio Lula da Silva, il primo ministro cinese Wen Jiabao e il primo ministro indiano Manmohan Singh.[AdL]
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