“Per la costruzione di un mondo di pace, giustizia, etica e rispetto delle diverse spiritualità, libero dalle armi, specialmente quelle nucleari”. E’ il primo dei 10 obiettivi che si prefiggono i partecipanti al IX Forum sociale mondiale di Belém; un ‘decalogo’ redatto da organizzazioni e reti della società civile che guida tutte le attività auto-gestite dell’evento in corso in Amazzonia. “Per la liberazione di un mondo dominato dal capitalismo, dalle multinazionali, dalla dominazione imperialista, patriarcale, coloniale e neo-coloniale e da sistemi diseguali di commercio, attraverso il cancella mento del debito estero dei paesi più sfavoriti…Per l’accesso universale e sostenibile ai beni comuni dell’umanità e della natura, per la conservazione del nostro pianeta e delle sue risorse, soprattutto l’acqua, i boschi e le energie rinnovabili” prosegue il documento, diffuso ai quasi 100.000 iscritti ai dibattiti che si chiuderanno domenica. “Per la democratizzazione e l’indipendenza della conoscenza, la cultura e la comunicazione; per la creazione di un sistema condiviso di conoscenza e capacità attraverso lo smantellamento dei diritti sulla proprietà intellettuale…Per la dignità, diversità e garanzia dell’uguaglianza di genere, razza, etnia, nascita, orientamento sessuale e l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione o casta…Per la garanzia dei diritti economici, sociali, umani, culturali e ambientali, soprattutto il diritto all’alimentazione, alla salute, all’istruzione, alla casa, al lavoro dignitoso, alla comunicazione, alla sicurezza alimentare e alla sovranità”. Un ‘nuovo ordine mondiale’, sottolineano i movimenti e i popoli riuniti a Belém passa per “la sovranità, l’autodeterminazione e i diritti dei popoli, incluse le minoranze e gli immigrati” e deve essere retto da “un’economia democratica, di emancipazione, sostenibile e solidale, centrata su tutti i popoli e basata sul commercio giusto e etico”. Da ultimo, i partecipanti al Forum invocano “la costruzione e l’ampliamento delle istituzioni politiche, economiche e democratiche al livello locale, nazionale e globale” e la tutela dell’ambiente “come fonte di vita del pianeta Terra e i primi popoli del mondo che esigono i loro propri territori, idiomi, culture e identità, giustizia ambientale, spiritualità e diritto alla vita”. [FB]
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