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	<title>Misna - Missionary International Service News Agency</title>
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	<description>Missionary International Service News Agency</description>
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		<title>NIENTE AUTOBUS MA FA LO STESSO: IN PIAZZA CONTRO IL GOVERNO</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 10:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e politica]]></category>
		<category><![CDATA[LESOTHO]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli autobus erano tutti prenotati ma al comizio di Maseru sono arrivati lo stesso, a bordo dei camion. Ora i militanti del Congresso del Lesotho per la democrazia potrebbero giocare un brutto scherzo al loro ex compagno di partito Pakalitha Mosisili, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Gli autobus erano tutti prenotati ma al comizio di Maseru sono arrivati lo stesso, a bordo dei camion. Ora i militanti del Congresso del Lesotho per la democrazia potrebbero giocare un brutto scherzo al loro ex compagno di partito Pakalitha Mosisili, primo ministro da 1998 ma da febbraio non più padre e padrone.</p>
<p style="text-align: justify">A raccontare alla MISNA dei comizi di ieri e dell’ultima fase di una campagna elettorale insolitamente viva sono laici e religiosi salesiani originari di questo regno di montagne che domina il Sudafrica. “I militanti che sostengono il Congresso del Lesotho per la democrazia – dice Alina Mohape, direttrice del liceo di Saint Boniface – sono arrivati numerosi alla manifestazione nella capitale nonostante il tentativo di sabotaggio di Mosisili”.</p>
<p style="text-align: justify">Il quadro politico è cambiato nel febbraio scorso con la rottura tra il primo ministro e la fazione del partito guidata da Mothjoa Metsing, l&#8217;altro candidato alle elezioni di sabato. Mosisili ha fondato un partito tutto suo, il Congresso democratico, e mantenuto la maggioranza in parlamento. Ma a impedirgli di guidare un nuovo governo potrebbe essere il diffondersi delle difficoltà economiche e del malessere sociale.</p>
<p style="text-align: justify">“La disoccupazione è aumentata a dismisura – sottolinea Alina &#8211; e la gente chiede una svolta”. Paradossale ma il cambiamento potrebbe arrivare dal partito che per anni ha monopolizzato la vita politica del paese. Nelle ultime settimane, Metsing ha promesso di rivedere le concessioni accordate alle società straniere per l’estrazione dei diamanti. Molte speranze sono legate all’acqua, la grande risorsa di un paese con più di una cima oltre i 3000 metri. Sulla base di un accordo sottoscritto a ottobre con una società sudafricana, sui Monti Maluti dovrebbero essere realizzati una centrale idroelettrica e un parco eolico in grado di erogare 10.000 megawatt di energia. Nell’arco di 15 anni potrebbero essere creati 25.000 posti di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>[VG]</strong></p>
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		<title>MORTO ATTENTATORE LOCKERBIE, MA DOSSIER RESTA APERTO</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 10:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[LIBIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Grande eco ha avuto oggi sulla stampa libica la morte di Abdelbaset Al Megrahi, l’unica persona mai condannata per l’attentato contro un aereo della Pan Am che nel 1988 causò la morte delle 259 persone a bordo e di altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Grande eco ha avuto oggi sulla stampa libica la morte di Abdelbaset Al Megrahi, l’unica persona mai condannata per l’attentato contro un aereo della Pan Am che nel 1988 causò la morte delle 259 persone a bordo e di altre 11 a terra. L’aereo era stato distrutto nei cieli della città scozzese di Lockerbie e in seguito alle indagini sul contenuto del bagaglio all’interno del quale era stato nascosto l’ordigno Megrahi era stato ritenuto colpevole ma protetto per molti anni da Muammar Gheddafi, da molti considerato il mandante di quell’attentato.</p>
<p style="text-align: justify">Il processo contro Megrahi – che si è sempre professato innocente &#8211; si era potuto tenere soltanto dopo diversi anni, in seguito ad aperture dell’allora regime libico e alla garanzia che le udienze si tenessero in condizioni particolari. Un tribunale olandese condannò alla fine Megrahi a una lunga pena detentiva scontata solo in parte perché nel 2009 le autorità scozzesi ne consentirono il rilascio per motivi umanitari. I medici avevano infatti sostenuto che a causa di un tumore a Megrahi restavano solo pochi mesi di vita ma la sua liberazione aveva suscitato ampi dibattiti e numerose polemiche.</p>
<p style="text-align: justify">Commentando la morte di Megrahi, il portavoce del Consiglio nazionale di transizione (Cnt), Mohamed Al Harizi, ha detto ieri che il dossier Lockerbie resterà aperto e che è intenzione dell’attuale governo individuare gli altri responsabili e i mandanti di quell’attentato.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>[GB]</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>NUOVA INTESA HAMAS-FATAH PER GOVERNO DI UNITÀ</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 09:54:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e politica]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI PALESTINESI]]></category>

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		<description><![CDATA[Un accordo per accelerare il processo riconciliazione palestinese è stato raggiunto ieri al Cairo da delegazioni di Fatah e Hamas, i due principali movimenti palestinesi che dal 2007 governano rispettivamente Cisgiordania e Striscia di Gaza.
Secondo l’agenzia di stampa Maan, l’accordo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Un accordo per accelerare il processo riconciliazione palestinese è stato raggiunto ieri al Cairo da delegazioni di Fatah e Hamas, i due principali movimenti palestinesi che dal 2007 governano rispettivamente Cisgiordania e Striscia di Gaza.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo l’agenzia di stampa Maan, l’accordo prevede che dal prossimo 27 maggio la Commissione elettorale palestinese cominci a operare a Gaza e che subito dopo il presidente dell’Autorità nazionale palestinese e leader di Fatah, Mahmoud Abbas, avvii negoziati per la formazione, entro dieci giorni, di un governo di unità nazionale.</p>
<p style="text-align: justify">Il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, ha confermato a sua volta i termini dell’accordo aggiungendo che il governo così formato avrà un incarico di sei mesi, periodo entro il quale sarà stabilita una data per le elezioni generali.</p>
<p style="text-align: justify">Tra alti e bassi il processo di riconciliazione palestinese va avanti dal 2011. Lo scorso febbraio a Doha, in Qatar, le due parti avevano raggiunto un accordo per un governo di unità nazionale che però non ha ancora visto la luce. L’intesa raggiunta ieri al Cairo dovrebbero consentire di superare l’impasse.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>[GB]</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>BASI E RITIRO, GLI IMPEGNI DELLA MISSIONE ONU</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 09:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[LIBERIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Quattro nuove basi e circa 6000 poliziotti da addestrare entro il 2015, prima del ritiro completo della missione di peacekeeping delle Nazioni Unite: sono i numeri emersi nel fine-settimana durante una visita in Liberia dei rappresentanti del Consiglio di sicurezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Quattro nuove basi e circa 6000 poliziotti da addestrare entro il 2015, prima del ritiro completo della missione di peacekeeping delle Nazioni Unite: sono i numeri emersi nel fine-settimana durante una visita in Liberia dei rappresentanti del Consiglio di sicurezza dell’Onu.</p>
<p style="text-align: justify">Il ministro della Giustizia della Liberia, Christiana Tah, ha detto che “Unmil” dovrà anche garantire la costruzione di quattro basi a sostegno di “una decentralizzazione del settore della sicurezza”. La prima, situata nella località di Gbarnga, dovrebbe essere completata entro fine anno.</p>
<p style="text-align: justify">A dominare la visita dei rappresentanti del Consiglio di sicurezza è stato il processo di riduzione del contingente di peacekeeping di stanza in Liberia dalla fine della guerra civile combattuta tra il 1989 e il 2003. Dai 17.000 uomini dell’inizio della missione si è passati a circa 8000 dopo le elezioni presidenziali che nel novembre scorso hanno confermato alla guida dello Stato Ellen Johnson-Sirleaf. A fissare la scadenza del 2015 è stato proprio il presidente, convinto che tre anni siano sufficienti perché la Liberia possa “stare in piedi sulle sue gambe”.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>[VG]</strong></p>
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		<title>ATTENTATO CONTRO I MILITARI A SANA’A, DECINE DI VITTIME</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 08:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfranco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>

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		<description><![CDATA[Decine di vittime, almeno 52 secondo i primi bilanci, sono state causate oggi dall’esplosione di un ordigno azionato da un attentatore kamikaze a Sana’a. I morti sono tutti soldati che stavano facendo le prove per una parata militare in programma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Decine di vittime, almeno 52 secondo i primi bilanci, sono state causate oggi dall’esplosione di un ordigno azionato da un attentatore kamikaze a Sana’a. I morti sono tutti soldati che stavano facendo le prove per una parata militare in programma domani in occasione dell’anniversario dell’unificazione dello Yemen (22 maggio 1990).</p>
<p style="text-align: justify">“Abbiamo sentito l’esplosione &#8211; dicono alla MISNA fonti locali &#8211; e in questo momento si sentono le sirene delle ambulanze che stanno trasportando i feriti verso gli ospedali. Secondo prime ricostruzioni riferite dai media locali l’attentatore sarebbe un uomo in uniforme militare che avrebbe fatto esplodere un ordigno mentre centinaia di soldati si stavano preparando per la parata”.</p>
<p style="text-align: justify">L’attentato di Sanaa è il più grave dall’inizio del mandato del nuovo presidente Abd Rabbo Mansour Hadi che sta tentando di riportare sicurezza soprattutto nelle regioni meridionali del paese dove sono attivi gruppi armati affiliati ad Al Qaida. Proprio ieri, l’agenzia di stampa Saba aveva dato grande enfasi a un incontro tra vertici militari statunitensi e yemeniti per una maggiore cooperazione tra i due paesi contro Al Qaida. L’attacco di Sana’a non è finora stato rivendicato.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>[GB]</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA CRISI SIRIANA ARRIVA A BEIRUT</title>
		<link>http://www.misna.org/economia-e-politica/la-crisi-siriana-arriva-a-beirut-21-05-2012-813.html</link>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 08:21:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e politica]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>

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		<description><![CDATA[Scontri fra gruppi pro e contro il regime siriano di Bashar Al Assad si sono verificati ieri a Beirut in seguito all’uccisione di una personalità religiosa nel nord del Libano. Lo riferiscono i media libanesi riportando gli inviti alla calma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Scontri fra gruppi pro e contro il regime siriano di Bashar Al Assad si sono verificati ieri a Beirut in seguito all’uccisione di una personalità religiosa nel nord del Libano. Lo riferiscono i media libanesi riportando gli inviti alla calma del governo, che ha annunciato l’apertura di un’inchiesta sulla morte di Sheikh Ahmad Abdel Wahed, noto per le sue posizioni critiche nei confronti di Damasco. Wahed è stato ucciso ieri insieme al suo autista apparentemente per non essersi fermato a un posto di blocco dell’esercito nella città di Koueikhat, nella regione settentrionale di Akkar.</p>
<p style="text-align: justify">Subito dopo la diffusione della notizia sulla sua morte, gruppi di manifestanti hanno bloccato diverse arterie stradali sia ad Akkar che a Beirut e nella valle della Bekaa. Nella capitale libanese gruppi opposti si sono però scontrati facendo anche uso di armi automatiche, due persone sono state uccise e diverse altre ferite. In queste ore l’esercito sta riaprendo le strade e le autostrade bloccate dai dimostranti.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo l’agenzia di stampa ufficiale Nna, il primo ministro Najib Mikati ha presieduto un consiglio di sicurezza straordinario facendo poi dichiarazioni in cui ha richiamato alla calma. Un messaggio fatto proprio anche dal capo dell’opposizione ed ex primo ministro Saad Hariri sebbene non siano mancate dichiarazioni forti e di senso opposto di altri esponenti politici.</p>
<p style="text-align: justify">I fatti di ieri hanno seguito scontri a intermittenza che nelle ultime due settimane hanno coinvolto alcuni quartieri di Tripoli con un bilancio di un decina di vittime. Anche in questo caso gli scontri hanno interessato gruppi pro e contro Assad.</p>
<p style="text-align: justify">Stretto tra Siria e Israele, il Libano ha storicamente risentito delle vicende dei paesi vicini e in particolare della Siria. La crisi in corso da più di un anno oltreconfine ha portato in Libano migliaia di profughi siriani ma ha anche riacceso antiche rivalità all’interno del suo ricco e complesso mosaico religioso ed etnico.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>[GB]</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>CRESCE COMMERCIO MA RESTA EGEMONIA SUDAFRICA</title>
		<link>http://www.misna.org/economia-e-politica/cresce-il-commercio-resta-legemonia-del-sudafrica-21-05-2012-813.html</link>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 07:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Africa Australe]]></category>

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		<description><![CDATA[Cresce il commercio tra gli Stati membri ma restano le disparità tra il Sudafrica, il motore economico dell’area, e i suoi vicini: è il bilancio dell’ultimo anno e mezzo di integrazione tra i 15 paesi della Comunità per lo sviluppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Cresce il commercio tra gli Stati membri ma restano le disparità tra il Sudafrica, il motore economico dell’area, e i suoi vicini: è il bilancio dell’ultimo anno e mezzo di integrazione tra i 15 paesi della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (Sadc).</p>
<p style="text-align: justify">Joao Samuel Caholo, vice-segretario esecutivo della Sadc, ha detto durante un vertice nel fine-settimana a Nairobi che l’anno scorso il commercio tra i paesi membri è cresciuto del 18%. Secondo il dirigente, però, senza contare le esportazioni del Sudafrica l’incremento non avrebbe superato il 6%. “Il problema – ha sostenuto Caholo – non solo tanto le barriere doganali quanto la mancanza di competitività delle economie”.</p>
<p style="text-align: justify">Le stime sono state presentate durante un vertice sull’integrazione del continente che ha riunito i rappresentanti della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (Sadc), della Comunità dell’Africa orientale (Eac) e del Mercato comune dell’Africa orientale e australe (Comesa). Al centro degli incontri l’obiettivo della creazione di un’area di libero scambio estesa da Gibuti a Città del Capo, che avrebbe una capacità produttiva stimata di 1000 miliardi di dollari. Secondo Sindiso Ngwenya, segretario generale di Comesa, il traguardo potrebbe essere raggiunto entro il luglio 2014 soltanto se si coordineranno al meglio gli sforzi per armonizzare le legislazioni nazionali.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>[VG]</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>PRESIDENZIALI: AVANTI IL CANDIDATO DI GOVERNO</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 07:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[REPUBBLICA DOMINICANA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il candidato del partito di governo potrebbe vincere al primo turno le elezioni presidenziali che si sono tenute ieri nella Repubblica domenicana, ma le contestazioni dei risultati da parte del principale sfidante fanno temere una nuova fase di incertezza dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il candidato del partito di governo potrebbe vincere al primo turno le elezioni presidenziali che si sono tenute ieri nella Repubblica domenicana, ma le contestazioni dei risultati da parte del principale sfidante fanno temere una nuova fase di incertezza dopo una campagna tesa e a tratti violenta.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo la Commissione elettorale, dopo lo scrutinio di circa la metà delle schede l&#8217;economista Danilo Medina del Partido de la Liberación Dominicana (Pld) è in testa con oltre il 51%. Se la tendenza fosse confermata, il candidato governativo sarebbe eletto al primo turno nonostante l’ex presidente Hipólito Mejía del Partido Revolucionario Dominicano (Prd) abbia conquistato per ora ben il 46% dei consensi.</p>
<p style="text-align: justify">Il portavoce del Prd, Emmanuel Esquea, ha contestato i risultati e sostenuto che il partito presenterà “i suoi numeri”. Le accuse e i veleni della campagna elettorale avevano spinto la Chiesa cattolica e diverse organizzazioni della società civile a denunciare il predominio di “una propaganda negativa e infamante”.</p>
<p style="text-align: justify">La Repubblica dominicana è un paese segnato da grandi disparità. Circa il 40% dei 10 milioni dei suoi abitanti vive in povertà. Il 75% di chi percepisce un salario guadagna meno di 10.000 pesos al mese, circa 200 euro.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>[VG]</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ACCORDO A BAMAKO, TRANSIZIONE DI UN ANNO CON TRAORÉ</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 06:47:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[MALI]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà il presidente ad interim Dioncounda Traoré a guidare il periodo di transizione di un anno per un ritorno all’ordine costituzionale dopo il colpo di Stato di marzo: lo prevede un accordo raggiunto a Bamako dai militari golpisti e dai mediatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Sarà il presidente ad interim Dioncounda Traoré a guidare il periodo di transizione di un anno per un ritorno all’ordine costituzionale dopo il colpo di Stato di marzo: lo prevede un accordo raggiunto a Bamako dai militari golpisti e dai mediatori della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas/Cedeao).</p>
<p style="text-align: justify">Secondo fonti coinvolte nei negoziati, citate dal quotidiano Journal du Mali e da agenzie di stampa straniere, l’intesa accoglie la richiesta dell’Ecowas affinché Traoré resti alla guida dello Stato oltre la scadenza della transizione fissata per domani. Il leader dei golpisti, il capitano Amadou Sanogo, ottiene in cambio che gli siano riconosciuti i benefici spettanti agli ex capi di Stato.</p>
<p style="text-align: justify">L’intesa è stata annunciata ieri sera da Djibril Bassole, ministro degli Esteri del Burkina Faso inviato a Bamako come negoziatore per conto dell’Ecowas. Venerdì sera era stata votata all&#8217;unanimità dal parlamento del Mali una legge di amnistia per i golpisti che, il 22 marzo, avevano rovesciato il presidente Amadou Toumani Touré.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>[VG]</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>PRIMA LE MAMME E I BAMBINI: IN PIAZZA PER L’AFRICA</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 06:18:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giustizia e Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">La maternità deve essere una gioia condivisa da tutti e non un privilegio di pochi: è la convinzione alla base di un’iniziativa dei volontari di Medici con l’Africa Cuamm, da oggi a domenica prossima nelle piazze italiane per rafforzare la solidarietà e l’impegno nei confronti di un continente ancora in difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify">L’occasione è la Giornata mondiale per l’Africa che ricorre venerdì, nel 49° anniversario della nascita dell’Organizzazione dell’unità africana. L’obiettivo, si legge in una nota, è promuovere il diritto delle mamme africane a un parto gratuito e sicuro.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo le stime rilanciate dall’organizzazione non governativa, in Italia ogni 100.000 bambini che nascono muoiono 12 mamme. In Sud Sudan i decessi sono 2054, circa 170 volte di più. L’impegno di sensibilizzazione nelle piazze si spiega con questi numeri. Per sei giorni, rivolgendosi a decine di punti informativi, sarà possibile aderire alla campagna “Prima le mamme e i bambini” e partecipare a un concorso fotografico che consente di vincere una visita a uno dei progetti di Medici con l’Africa Cuamm.</p>
<p style="text-align: justify">L’organizzazione è nata nel 1950. Con i suoi interventi di cooperazione sanitaria, oggi è presente in Angola, Etiopia, Mozambico, Sudan, Tanzania, Uganda e Sierra Leone.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>[VG]</strong></p>
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